Gesù la rivelò a santa Faustina Kowalska nel 1935. Si recita sulla corona del Rosario e dura pochi minuti: la si dice volentieri alle tre del pomeriggio, l'ora in cui Gesù morì sulla croce, che per questo si chiama ora della misericordia.
La Coroncina non è una preghiera antica: ha meno di cent'anni. Nasce a Vilnius, nel settembre del 1935, da quello che suor Faustina Kowalska — una religiosa polacca delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, morta a trentatré anni e canonizzata da san Giovanni Paolo II nel 2000 — annotò nel suo Diario. Sono le parole con cui si rivolge al Padre offrendogli il Figlio, e sono quelle che ancora oggi si ripetono grano dopo grano.
È una preghiera di intercessione, non di richiesta per sé: si chiede misericordia «per noi e per il mondo intero». Questo spiega perché tanti la recitino accanto a un malato, per una persona lontana, o per qualcuno che sta morendo. Nel Diario Gesù la lega proprio a quel momento: la misericordia avvolgerà «in vita e specialmente nell'ora della morte» le anime che la recitano.
Serve una comune corona del Rosario: non ne esiste una apposta. Si comincia con il segno della croce, un Padre Nostro, un'Ave Maria e il Credo. Poi, per cinque volte:
Alla fine si ripete tre volte: «Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero».
Sono cinque decine come nel Rosario, ma senza i misteri da annunciare: per questo si recita in sette o otto minuti, ed è la preghiera che si riesce a dire anche in una giornata piena. Si può recitare da soli o a due cori, uno che dice la prima metà e uno che risponde con la seconda — è la forma più comune quando la si prega in famiglia o in parrocchia.
Le tre del pomeriggio sono l'ora in cui Gesù è morto in croce, e nel Diario è l'ora in cui chiede di essere invocato: bastano un istante e una preghiera breve, anche senza fermare quello che si sta facendo. Chi ne ha il tempo recita lì la Coroncina intera; chi non ce l'ha dice almeno l'invocazione che Gesù stesso insegnò per quel momento: «O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te».
La Domenica della Divina Misericordia — la prima dopo Pasqua, istituita da san Giovanni Paolo II nel 2000 — è la festa legata a questa devozione, e la Coroncina si recita nei nove giorni che la precedono, dal Venerdì Santo, come novena.
«Per la Sua dolorosa Passione»: la frase che si ripete cinquanta volte nomina i patimenti di Gesù, e chi la dice sta offrendo al Padre proprio quelli. Per questo la Coroncina si presta a essere pregata meditando i dolori di Cristo — la condanna, la croce portata, le cadute, la spogliazione, i chiodi, la morte, la deposizione — invece di ripetere le parole soltanto con le labbra. È lo stesso cammino della Via Crucis, fatto però in pochi minuti e con la corona in mano.
Nel Diario è Gesù stesso a dire che poche anime meditano la sua Passione con vero sentimento, e che a chi lo fa concede il maggior numero di grazie. Meditare, qui, non vuol dire immaginare qualcosa di preciso: vuol dire tenere davanti agli occhi un momento della Passione mentre le labbra ripetono l'invocazione, e lasciare che sia quello a guidare la preghiera.
Nell'app «Io prego» questo si può fare senza dover pensare a nulla: scegliendo la raccolta di immagini «Statue», durante la Coroncina scorrono le quattordici stazioni della Via Crucis, una ogni pochi istanti, mentre la voce guida prega con te. Così le parole «per la Sua dolorosa Passione» arrivano mentre sotto gli occhi c'è la scena che nominano, e la meditazione non è più qualcosa da ricordarsi di fare.
Nel suo Diario santa Faustina scrive che Gesù promise grazie particolari a chi recita questa coroncina: di concedere ciò che le si chiederà, la grazia della conversione e una morte serena per i moribondi e per chi prega accanto a loro. Come per ogni rivelazione privata, la Chiesa ne raccomanda la devozione senza farne un automatismo: resta una preghiera di fiducia, non una formula che obbliga Dio.
Molti aggiungono, prima della coroncina, la preghiera che Gesù stesso insegnò per l'ora delle tre: «O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te». E, alla fine, l'invocazione «Gesù, confido in Te», ripetuta come respiro dell'anima — le stesse parole scritte in fondo all'immagine della Divina Misericordia, quella con i due raggi, bianco e rosso, che escono dal Cuore di Gesù.
Nell'app Io prego la Coroncina si recita con una voce che prega con te — puoi scegliere chi ascoltare, o pregare a due cori lasciando che la voce dica una metà e tu l'altra — con le immagini della Divina Misericordia oppure con le stazioni della Passione, e un canto gregoriano appena udibile. Si può impostare un promemoria per le tre del pomeriggio, così l'ora della misericordia non passa inosservata. È gratis, non chiede registrazione e funziona anche senza rete.
Prega la Coroncina ora«Io prego» funziona già così com'è, aperta nel browser: non c'è niente da scaricare. Se però la vuoi fra le tue app, con la sua icona e senza la barra degli indirizzi, bastano pochi secondi — e da lì funzionerà anche senza rete.
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