Tradizione vuole che l'origine del Santo Rosario sia legata a San Domenico Guzman, fondatore dei domenicani, dopo che lo ricevette in dono dalla stessa Santa Vergine, a Tolosa intorno al 1212, per convertire senza violenza gli eretici. In passato, il Rosario era chiamato Salterio Mariano, perché sostituiva la lettura dei 150 Salmi con 150 Ave Maria, dato che molte persone non sapevano leggere il latino.
San Giovanni Paolo II ha descritto, infatti, il Santo Rosario come una preghiera tradizionale che «ha la semplicità di una preghiera popolare, ma anche la profondità teologica di una preghiera adatta a chi avverte l'esigenza di una contemplazione più matura» (San Giovanni Paolo II, Rosarium Virginis Mariae, n. 39). Questa pia pratica si sviluppò sempre di più con il passare del tempo. Alcuni momenti storici hanno contribuito alla sua diffusione e consolidamento come il Concilio di Trento, il ringraziamento per la vittoria navale di Lepanto e gli inviti di santi e papi che hanno incoraggiato i fedeli a volgersi a Dio attraverso la Madonna con questa orazione. Ancora oggi, in alcune apparizioni, Maria ci invita a recitare il Rosario. Di seguito, alcuni dei suoi messaggi a riguardo:
«Meditate ogni giorno sulla vita di Gesù e sulla mia vita pregando il Rosario» Messaggio della Madonna a Medjugorje, 8 agosto 1982, Radio Maria
«Cari figli, oggi vi invito a cominciare a pregare il Rosario con fede viva, così io potrò aiutarvi. Voi, cari figli, desiderate ricevere grazie, ma non pregate. Io non posso aiutarvi, dato che voi non desiderate muovervi. Cari figli, vi invito a pregare il Rosario. Il Rosario sia per voi un impegno da eseguire con gioia, così comprenderete perché sono da così tanto tempo con voi: desidero insegnarvi a pregare» Messaggio della Madonna a Medjugorje, 12 giugno 1986, Radio Maria
«Figli cari, vi invito a rinnovare la preghiera del Rosario nelle vostre famiglie. Pregatelo più spesso e offritelo per la pace» Messaggio della Madonna a Medjugorje, 14 agosto 1992, Radio Maria
«A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore» Messaggio della Madonna a Medjugorje, 2 dicembre 2017, Radio Maria
«Cari figli, pregate! Pregate ogni giorno il Rosario, quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze. Apostoli del mio amore, sono con voi mediante la grazia e l'amore di mio Figlio, e da voi chiedo preghiere. Le vostre preghiere sono così necessarie al mondo, affinché le anime si convertano!» Messaggio della Madonna a Medjugorje, 2 settembre 2019, Radio Maria
Il Rosario è una devozione cristocentrica vissuta attraverso tante Ave Maria. Chi va da Maria, infatti, trova Dio. Questa unità piena di Maria con la Santa Trinità si manifesta chiaramente durante l'Annunciazione. È durante l'Annunciazione, infatti, nello spazio di un inchino, che si rivela la totale ed eterna adesione e unione della Madonna con Dio. Maria, nata e vissuta senza peccato, professa ubbidienza a Dio Padre dicendo «Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola» (Lc 1,38) divenendo ai suoi occhi figlia diletta; è nell'attimo seguente che «(l'angelo) vede lo Spirito di Dio abbassarsi sulla Vergine curva nell'adesione» (Maria Valtorta, L'Evangelo come mi è stato rivelato, cap. 16) divenendo la Santissima Sposa del Santissimo Spirito di Dio; ed è ancora nell'istante successivo che Gesù descendit de caelis, et homo factus est (discende dal cielo e si fa uomo), divenendo la Vergine così anche Madre del Verbo di Dio.
Nel primo mistero del Rosario si ha, dunque, nello spazio di un inchino, la contemplazione della fusione totale di Maria con Dio in terra. E nell'ultimo mistero del Rosario, invece, si ha la contemplazione di questa unione completa che continua nell'eternità del cielo. Il Rosario, pertanto, comincia e finisce con la contemplazione di questa fusione in terra e in cielo fra Maria e la Santissima Trinità. Non di meno, all'inizio della vita terrena del Verbo di Dio è Maria che consegna all'umanità il nostro Salvatore per adorarlo: «Maria solleva Gesù e ve lo avvolge. E lo mostra ai pastori, che in ginocchio sul fieno del suolo lo guardano estatici» (Maria Valtorta, L'Evangelo come mi è stato rivelato, cap. 30); così come alla fine della vita terrena di Gesù è Lui che consegna all'umanità sua Madre: «Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre"» (Gv 19,27). Pertanto, questa fusione di Maria con Dio, e il reciproco dono in cui il Figlio consegna la Madre all'umanità e la Madre offre il Figlio al mondo, testimoniano la partecipazione unica di Maria al mistero della salvezza. Ciò conferma che in cielo abbiamo una Madre ricolma della bontà divina che ci assicura che se cerchiamo la Madonna, troviamo Dio. Anzi, andiamo da Dio accompagnati dalla «raccomandazione» di Maria.
Il susseguirsi delle Ave Maria accompagna, quindi, giustamente il Santo Rosario che, come tutte le preghiere, è un aiuto soprattutto per noi. Non va vissuto come un obbligo verso Dio. Serve a noi per ricordarci di Dio e per coltivare con Lui questa relazione di figliolanza e servizio che dovremmo avere nei suoi confronti; serve a noi per meditare e contemplare la vita vissuta da Dio e Sua madre su questa terra; serve per far volgere su di noi lo sguardo della nostra Santa Madre affinché possa per tutti noi intercedere presso Dio. È anche una richiesta della Madonna, però, che ci invita a recitarlo come se ogni Ave fosse una rosa che le offriamo. Per questo è importante pregare con tutto noi stessi: con le labbra, con la mente e con il cuore.
Dopo il segno iniziale della croce, la Madonna ha chiesto «all'inizio della corona del Rosario pregate sempre il Credo» (Messaggio della Madonna a Medjugorje, 3 settembre 1981, Radio Maria). Poi si recita un Padre Nostro, tre Ave Maria per chiedere i doni delle virtù teologali quali Fede, Speranza e Carità, e un Gloria. Seguono cinque decine: ognuna comincia con l'annuncio del mistero da meditare (ad esempio, «nel primo Mistero Gioioso si contempla l'Annunciazione») e prosegue con un Padre Nostro e dieci Ave Maria. I misteri sono Gioiosi, Dolorosi, Gloriosi e, dopo la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae introdotta da San Giovanni Paolo II, anche Luminosi. Ogni decina si conclude con un Gloria e con la preghiera che la Madonna ha chiesto di recitare a Fatima: «Quando reciterete il rosario, dopo ogni mistero dite: "O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che ne hanno più bisogno"» (Narrativa delle Apparizioni di Fatima, 13 luglio 1917, Santuario de Fátima), che adesso, dopo la traduzione della CEI, è diventata «O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia». Alla fine del Rosario si prega il Salve Regina, le Litanie Lauretane e un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria per le intenzioni del Santo Padre.
Come detto da Don Ernesto Zucchini, promotore degli scritti di Maria Valtorta: «Il Rosario […] è solo un modo per pregare meglio, con vera attenzione e devozione. È una preghiera che vuole anche farci considerare i misteri del Verbo di Dio vissuti nella carne. Una buona recita del Rosario vuole che le labbra invochino Maria mentre l'intelligenza e la fantasia ripercorrono anche visivamente alcuni momenti della vita di Gesù. Se le labbra invocano Maria e la fantasia ci porta nei deserti del fantasticare o della distrazione, la preghiera si impoverisce tremendamente fino ad annullarsi in una recita sterile di parole vuote» (Don Ernesto Zucchini, I venti misteri del Rosario, pag. 11).
O, come detto da San Luigi Maria Grignion de Montfort, si può cominciare con questa intenzione: «Rinunzio alle distrazioni che mi verranno durante questo rosario, che intendo recitare con raccoglimento, attenzione e fervore, come se fosse l'ultimo di mia vita».
Facciamoci ancora guidare da Maria e dai suoi messaggi lasciati a Medjugorje, così come fece la Chiesa dopo l'ascensione di Gesù al cielo, che lasciò Sua madre a guida degli apostoli e discepoli:
«Figlioli, il Rosario mi è particolarmente caro. Per mezzo del Rosario apritemi il vostro cuore ed io posso aiutarvi» Messaggio della Madonna a Medjugorje, 25 agosto 1997, Radio Maria
«Quando siete stanchi e malati e non sapete il senso della vostra vita, prendete il rosario e pregate; pregate finché la preghiera diventi un incontro gioioso con il vostro Salvatore» Messaggio della Madonna a Medjugorje, 25 aprile 2001, Radio Maria
«Cari figli! Oggi vi invito a pregare per le mie intenzioni affinché possa aiutarvi. Figlioli, pregate il Rosario e meditate i misteri del Rosario perché anche voi nella vostra vita passate attraverso le gioie e i dolori. In questo modo trasformate i misteri nella vostra vita perché la vita è un mistero finché non la mettete nelle mani di Dio» Messaggio della Madonna a Medjugorje, 25 febbraio 2019
Questa è la principale preghiera che viene consigliata di recitare quotidianamente.
Intorno alla fine del 1500, il Beato Alano della Rupe ha ricevuto quindici promesse dalla Madre di Dio per chi quotidianamente avesse pregato devotamente il Rosario:
Più recentemente, invece, San Giovanni Paolo II afferma: «oggi all'efficacia di questa preghiera consegno volentieri […] la causa della pace nel mondo e quella della famiglia. […] In forza del suo carattere meditativo, con il tranquillo succedersi delle Ave Maria, il Rosario esercita sull'orante un'azione pacificante che lo dispone a ricevere e sperimentare nella profondità del suo essere e a diffondere intorno a sé quella pace vera che è dono speciale del Risorto. […] Il Rosario è anche, da sempre, preghiera della famiglia e per la famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane, e certamente ne favoriva la comunione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità» (San Giovanni Paolo II, Rosarium Virginis Mariae, nn. 39-41). Fra le grazie sopra citate, dunque, occorre aggiungere anche la pace nel mondo, oltre che in noi ed intorno a noi, e la comunione nelle famiglie.
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