Questo culto ha cominciato ad affermarsi, poiché era già diffuso, nel 1233 a Firenze, con l'ordine dei Servi di Maria dopo un'apparizione ai religiosi di questo ordine. Col passare del tempo e grazie all'aiuto di alcuni papi, questa preghiera è diventata parte della tradizione cattolica. Fra i papi che più hanno influenzato la diffusione di questa pratica ricordiamo Papa Benedetto XIII, che ha inserito la festa dei Sette Dolori della Beata Vergine Maria nel Calendario Romano. Altri papi, a lui successori, confermarono e arricchirono di indulgenze parziali la recita della Corona dei Sette Dolori. La pratica è stata rafforzata anche da alcune apparizioni private, come quelle riportate da Santa Brigida di Svezia a metà del XIV secolo, con messaggi che la Santa riceveva in visione e che dettava ai suoi padri spirituali nella raccolta delle Rivelazioni Celesti, e da quelle avvenute a Kibeho, in Africa, negli anni Ottanta del Novecento.
La Corona dei Dolori della Beata Vergine ci aiuta a meditare sulle sette sofferenze principali vissute da Maria Santissima durante la sua vita terrena. Vi sono diversi modi per recitare questa devozione. Le due più famose sono quella più breve, con la recita di un Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria (oppure solo un'Ave Maria) per ciascuno dei sette dolori dopo averne detto il titolo, oppure la Corona o Rosario dei Sette Dolori. Il Rosario dei Sette Dolori inizia con qualche preghiera introduttiva (non c'è una formula prestabilita) e prosegue meditando ognuna delle sette sofferenze di Maria con la recita di un Padre Nostro e sette Ave Maria. Alla fine di questo rosario si conclude recitando il Salve Regina e altre preghiere.
Si consiglia la recita di questa corona specialmente il sabato, durante il periodo della Quaresima e il 15 settembre, memoria liturgica della Beata Vergine Maria Addolorata, che si celebra il giorno dopo la festa dell'Esaltazione della Santa Croce, in quanto i dolori di Gesù e di Maria sono sempre uniti.
Come la Madonna ci ricorda nei suoi messaggi a Kibeho, riconosciuti dalla Chiesa Cattolica nel 2001:
«Ciò che vi chiedo è il pentimento. Se reciterete questa coroncina meditando, allora avrete la forza di pentirvi. Oggigiorno molti non sanno più chiedere perdono. Essi mettono di nuovo il Figlio di Dio sulla croce» Messaggio della Madonna a Kibeho, 31 maggio 1982
In altre rivelazioni private, anche queste riconosciute dalla Chiesa Cattolica, come quelle di Santa Brigida di Svezia, la Vergine Maria ha promesso le seguenti sette grazie, che si trovano sparse nei testi della Santa a noi pervenuti, per coloro i quali pregano quotidianamente meditando sui suoi sette dolori:
Quanto amore e tenerezza ci giunge, dunque, da questa Madre che Gesù ha fatto nostra e che ha il potere di intercedere per noi presso Dio Padre, di cui è figlia prediletta e sempre ubbidiente. Presso lo Spirito di Dio, in quanto suo sposo, da cui ricevette speciali abbracci durante l'Annunciazione, la Pentecoste e nel momento del suo trapasso: «lo Spirito Santo, terza Persona della Trinità eterna, mi dette il suo terzo bacio nella mia vita, quel bacio così potentemente divino che in esso l'anima mia si esalò» (Maria Valtorta, L'Evangelo come mi è stato rivelato, cap. 651). E, infine, presso Gesù, il Dio fatto uomo, Verbo dell'Eterno, di cui lei è madre e a cui niente Lui nega, dato che tutto lei gli ha dato, divenendo così onnipotente per grazia. Si può ben chiamare Maria, dunque, Arca dell'Alleanza, Tabernacolo dell'Eterna Gloria, Sede della Sapienza.
Si può notare, infatti, che la conversione del ladrone in croce comincia guardando Maria, che fa poi volgere il suo sguardo su Cristo, Redentore nostro. Allo stesso modo avviene per noi ancora oggi quando ci consacriamo al cuore di Gesù per la Vergine: noi guardiamo lei, lei guarda Gesù, e noi troviamo dunque la forza di volgerci a Dio e possiamo essere sicuri di trovare il Suo sguardo e parole di salvezza grazie all'intercessione di Maria. L'Immacolata, madre che Gesù crocifisso ha consegnato a noi, perché tutto il Verbo di Dio ha voluto condividere con l'uomo di ciò che è Suo e a Lui più caro: la Sua divinità e figliolanza con Dio, il regno dei cieli, l'immortalità, il Suo corpo, il Suo sangue, la Sua parola, il Suo Padre eterno, il Suo Spirito che lo lega al Padre e la Sua santa Madre.
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