La Via Crucis è uno dei memoriali più antichi della Chiesa Cattolica. Nonostante abbia subito delle modifiche con il tempo, il suo cuore è rimasto lo stesso: ripercorrere le sofferenze subite dal Verbo di Dio fatto uomo per la nostra salvezza. Fin dai primi secoli i cristiani sentivano, come lo sentono tuttora, la necessità di ricordare questo. Nei primi secoli, infatti, per rivivere la vera Via Crucis occorreva recarsi a Gerusalemme, nei luoghi in cui Gesù aveva realmente sofferto.
Questo fu il motivo principale e religioso per cui Papa Urbano II nel 1095 difese le crociate, che, ricordiamolo, non furono una guerra di imposizione religiosa con la violenza ma avevano l'obiettivo della liberazione dei luoghi santi, principalmente Gerusalemme, e la difesa della vita dei cattolici perseguitati in quei luoghi. Per alcuni nobili che ne presero poi parte questo fu, invece, solo uno tra i motivi, ma non quello più rilevante. Ad ogni modo, la pratica di ricreare i luoghi e i momenti della Passione si diffuse grazie ai pellegrini di ritorno dalla Terra Santa, in particolare dai Francescani, a partire dal XIV secolo, ovvero dopo la fine dell'ultima crociata. Durante il XVIII secolo, poi, Clemente XII diede la facoltà di istituire la Via Dolorosa in tutte le chiese e non solo in quelle dell'ordine francescano. Si arriva così ai giorni nostri, dove questa pia pratica è ormai consolidata: possiamo trovare in ogni chiesa quattordici stazioni che ripercorrono alcuni momenti cardine della passione di Gesù, da quando fu condannato a morte fino alla deposizione del Suo corpo nel sepolcro (non sono compresi l'agonia nel Getsemani, la flagellazione e l'incoronazione di spine).
Per chi volesse approfondire ulteriormente, nell'opera principale della Valtorta viene descritta la prima vera Via Crucis fatta dagli apostoli, sull'invito di Gesù: «Tutto ciò che Io faccio, o vi faccio fare, fatelo voi pure. Anche il viaggio al Calvario, meditando e facendo meditare sulla via dolorosa, fatelo in futuro. Contemplate! Contemplate il mio dolore. Perché è per quello, non per la presente gloria, che vi ho salvati» (Maria Valtorta, L'Evangelo come mi è stato rivelato, cap. 631). In questa Via Crucis Giovanni — l'unico presente veramente durante la Passione — guida gli apostoli spiegando cosa è accaduto in ogni luogo. Alla fine, Gesù, che appare sul Golgota al termine del loro cammino, continua la sua opera di ammaestramento.
Vengono, inoltre, descritti da Gesù stesso anche i suoi dolori morali e spirituali durante la Via Crucis, oltre a quelli fisici. Un esempio fra tutti: «Anche la presenza della Madre, se è stata la cosa più desiderata dal mio cuore che aveva bisogno di avere quel conforto nella solitudine infinita che lo circondava, infinita, solitudine veniente da Dio e dagli uomini, è stata tortura. Ella doveva esser là, angelo di carne per impedire alla disperazione di assalirmi come l'angelo spirituale l'aveva impedito nel Getsemani, doveva esser là per unire il mio Dolore al suo per la vostra Redenzione, doveva esser là per ricevere l'investitura di Madre del genere umano. Ma vederla morire ad ogni mio fremito è stato il mio più grande dolore. Neppure il tradimento, neppure la cognizione che il mio Sacrificio sarebbe stato inutile per tanti, questi due dolori che poche ore prima mi erano parsi tanto grandi da farmi sudare sangue, erano paragonabili a questo» (Maria Valtorta, L'Evangelo come mi è stato rivelato, cap. 613).
La Via Crucis è composta da quattordici stazioni. Si comincia con il segno della croce e poi ad ogni stazione si enuncia il suo titolo e la guida o un partecipante dice «Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo» e gli altri rispondono «Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo», possibilmente inginocchiandosi. Dopo la lettura di un brano si conclude ogni stazione con la recita di un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria oppure con un Padre Nostro e la giaculatoria: «Santa Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore». Si termina con qualche preghiera finale e con il segno della croce.
La Chiesa Cattolica consiglia di pregare la Via Crucis durante i venerdì della Quaresima e specialmente il Venerdì Santo, giorno che commemora la Passione e Morte di Gesù. La Via Dolorosa può, inoltre, essere meditata quotidianamente con la Coroncina della Divina Misericordia — in cui si offre la Passione di Cristo in riparazione dei nostri peccati — che si raccomanda di meditare ogni giorno alle 15.
Seguendo l'Enchiridion Indulgentiarum, la Chiesa Cattolica concede l'indulgenza plenaria (ovvero di colpe e pene), o parziale a seconda delle condizioni, per ogni giorno dell'anno, una volta al giorno, se si rispettano tutte le seguenti condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica, recita di almeno un Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria secondo le intenzioni del Papa, distacco totale da qualsiasi affetto al peccato (anche veniale, il che vuol dire avere la buona e seria volontà di cambiare vita); e, poi, bisogna compiere con vera devozione una delle seguenti opere: recita del Santo Rosario in comunità o in famiglia, partecipazione alla Via Crucis davanti a stazioni legittimamente erette, lettura della Parola di Dio per trenta minuti o adorazione eucaristica per trenta minuti.
Oltre alle indulgenze sopra citate, ci sono anche molti frutti spirituali legati alla meditazione e alla recita della Via Crucis, come riportato da Gesù in alcune rivelazioni private. Ad esempio, nel Diario di Santa Maria Faustina Kowalska possiamo trovare cosa la Santa riporta:
«Sono poche le anime che meditano sulla Mia Passione con vero sentimento. Alle anime che meditano devotamente sulla Mia Passione, concedo il maggior numero di grazie» Diario, n. 737
«In seguito a questa meditazione molta luce si riversa sulla mia anima. Chi vuole imparare la vera umiltà, mediti la Passione di Gesù» Diario, n. 267
«Un'ora di meditazione sulla Mia dolorosa Passione ha un merito maggiore di un anno intero di flagellazioni a sangue. La meditazione sulle Mie Piaghe dolorose è di grande profitto per te ed a Me procura una grande gioia» Diario, n. 369
«Desidero che tu conosca più a fondo l'amore di cui arde il Mio Cuore verso le anime e lo comprenderai quando mediterai la Mia Passione» Diario, n. 186
Da questo si evince che chi medita sulla Passione di Cristo, oltre a ricevere grazie da Dio, ottiene anche luce, meriti e una comprensione più profonda dell'Amore di Dio verso ognuno di noi. Proprio grazie a Santa Maria Faustina Kowalska, infatti, si è diffusa la preghiera della Coroncina della Divina Misericordia, che usa la preghiera «per la Sua Dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero». Questa recita serve anche a infondere fiducia nella infinita Misericordia di Dio attraverso la Passione che il Cristo ha patito per tutti noi, specialmente durante la Via Crucis. Molte altre sono state poi le rivelazioni private dove Gesù descrive maggiormente la Sua Passione, per indicarne proprio l'importanza di meditarla continuamente: la Passione di Cristo Gesù, ad esempio, è uno dei temi principali delle Rivelazioni Celesti di Santa Brigida di Svezia o del Diario di Santa Veronica Giuliani.
Nell'app Io prego ogni stazione porta il passo del Vangelo e la meditazione tratta da L'Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta, letta da una voce mentre il testo scorre sotto gli occhi. Le immagini seguono la stazione: le statue della Via Crucis di Lourdes, oppure le grandi opere che l'hanno raccontata — l'Ecce Homo di Caravaggio, lo Spasimo di Raffaello, l'Expolio di El Greco, il Crocifisso di Velázquez e la Via Crucis dipinta da Giandomenico Tiepolo. È gratis e non chiede registrazione.
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